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La liposuzione è l’intervento più eseguito per la correzione dei difetti di gambe e glutei, ma anche interventi come il lifting delle cosce o dei glutei sono molto utili per ridare tono a tutta la zona. La liposuzione può essere eseguita in anestesia locale oppure lombare con tempi di recupero rapidissimi in entrambe i casi.
L’utilizzo di apparecchiature particolari come il Lipomatic consente inoltre una miglior risposta elastica della pelle, una significativa riduzione degli ematomi ed in generale un decorso postoperatorio più favorevole.
Sia il lifting delle cosce che quello dei glutei possono essere eseguiti in anestesia lombare con cicatrici nascoste nelle pieghe cutanee. Entro una settimana si possono riprendere le normali attività.
L’addominoplastica è l’intervento che consente di eliminare l’eccesso di cute e di grasso dall’addome.
Viene asportata tutta la fascia sottoombelicale con riposizionamento dell’ombelico, ne residua una cicatrice sulla parte bassa dell’addome comodamente nascondibile con una mutandina od un costume da bagno.
A seconda del difetto si possono anche eseguire solo piccole correzioni con incisioni molto brevi. Quando si ha solo un moderato eccesso di grasso la sola liposuzione consente di ottenere un risultato ottimale.

Spesso il vostro chirurgo vi dice che sono impossibili
ma si possono realizzare con gli espansori mammari permanenti
Questa è una risposta a numerose richieste di aumento di volume con protesi di dimensioni superiori a quelle abitualmente utilizzate.
Una considerevole percentuale di donne che hanno eseguito una mastoplastica additiva desidererebbero un ulteriore aumento di volume del loro seno e molte di loro si sottopongono ad un secondo intervento, alcune addirittura ad un terzo.
Ci sono molti fattori che impediscono di ottenere in un solo intervento un grande aumento di volume del seno, in particolare l’insufficienza di cute, l’eccessiva tensione cui i muscoli pettorali sarebbero sottoposti, specialmente quando si desidera ottenere un notevole volume del seno partendo da una piccola ghiandola e da una piccola quantità di tessuto.
Le due maggiori case produttrici di impianti mammari costruiscono oggi delle protesi espandibili che possono essere lasciate in permanenza. Gli espansori mammari sono da molti anni usati nelle ricostruzioni mammarie e normalmente devono essere rimpiazzati da protesi definitive.
Le protesi espandibili sono simili come principio ma consentono, una volta raggiunto il volume desiderato, di rimuovere la valvola di riempimento, che si autosigilla, e diventano delle vere e proprie protesi mammarie.
Le protesi espandibili consentono letteralmente alle pazienti di scegliere il volume desiderato nel corso dei successivi riempimenti con soluzione fisiologica sospendendoli quando si ritiene di aver raggiunto il volume ottimale o anche di ritornare indietro ad un volume inferiore dopo qualche tempo.
Per eseguire questa tecnica occorre una particolare attenzione nel posizionamento delle protesi e nel loro successivo riempimento. E’ possibile posizionare questo tipo di protesi anche attraverso la via ascellare con tutti i vantaggi dal punto di vista delle cicatrici che sono in una sede che le rende pressoché invisibili e, ciò nonostante, ottenere un volume finale superiore a quello che si potrebbe avere con l’immissione di protesi preriempite attraverso quella via.
Il volume ottenibile con le stesse protesi varia in modo molto significativo a seconda del riempimento senza dare un effetto troppo vuoto per i volumi minori né troppo teso per quelli più grandi. L’ambito di scelta con lo stesso tipo di protesi è di oltre due taglie di reggiseno, quindi, per esempio, una donna che parta da una prima taglia può ottenere una taglia variabile dalla terza alla quinta modulando il riempimento delle protesi.
Facendo riferimento al tipo di coppa dei reggiseni si può dire che è possibile passare agevolmente da una coppa A ad una coppa C e addirittura ad una coppa D senza dovere soffrire per la tensione dei muscoli o della pelle e verificando passo passo se il volume ottenuto è quello desiderato, sapendo che è anche possibile effettuare una aspirazione della soluzione fisiologica presente nelle protesi per ridurne eventualmente il volume.
Esistono differenti misure di queste protesi per adattarsi alla struttura fisica delle pazienti e per consentire di ottenere la miglior forma e le migliori dimensioni che esse desiderano. Durante l’intervento chirurgico vengono riempite con una quantità di soluzione fisiologica adeguata ai tessuti circostanti ed in seguito (in genere dopo una quindicina di giorni) si possono effettuare i riempimenti in ragione di circa 50cc. in media per volta con una possibilità di espansione che consente se necessario di arrivare fino quasi a triplicare il volume iniziale.
La scelta del volume finale risulta più facile perché può essere decisa da ogni paziente che ha tutto il tempo per valutare forma, dimensioni e proiezione del suo nuovo seno e può addirittura “provarlo” come si farebbe per un vestito prima di decidere di mantenere un certo volume.
Un colloquio approfondito con il chirurgo potrà consentire di valutare la possibilità di utilizzare questo tipo di protesi in funzione delle esigenze individuali.
Quando il seno si svuota o anche semplicemente si rilassa a livello cutaneo, molto spesso “scende” con un antipatico effetto estetico, la mastopessi corregge questo difetto senza ridurre le dimensioni del seno.
IN QUALI CASI
Il concetto che sta alla base della mastopessi è quello di dare forma e talvolta volume ad un seno che è sceso o che si è svuotato a seguito di allattamento o a dimagrimento e che presenta quindi un eccesso di cute che quindi non ha più il sostegno per stare alto e tonico.
Un seno cosiddetto ptosico (cadente) è il seno ideale per una mastopessi.

L’INTERVENTO
L’intervento viene eseguito in anestesia generale e l’incisione interessa la zona attorno all’areola ed una linea verticale dall’areola al solco sottomammario. Esiste anche una tecnica che prevede slo l’incisione periareolare ma si può applicare solo in alcuni casi e sempre associando alla mastopessi l’inserimento di una piccola protesi.
In molti casi lo svuotamento del seno rende necessario l’inserimento di protesi (di solito rotonde) durante l’intervento, queste protesi vengono di preferenza posizionate sotto ai muscoli pettorali per essere meglio sostenute e non gravare col loro peso sulla pelle che già aveva ceduto sotto il peso del seno.
La ghiandola viene ripiegata a dare un sostegno alla parte inferiore del seno e viene eliminata la cute eccedente.
LE CICATRICI
Purtroppo sono inevitabili e per questo motivo quando si può si adopera la tecnica cosiddetta “Round block” con cicatrice periareolare, questa tecnica però consente di correggere delle ptosi di grado lieve e medio in seni abbastanza piccoli ai quali si aggiungono le protesi per dare proiezione e volume.
Le cicatrici periareolari e verticali divengono poco visibili col tempo ma non spariscono del tutto tuttavia il recupero di un seno tonico e con una bella forma le rende in genere assolutamente accettabili.

LA PREPARAZIONE PREOPERATORIA
Durante la visite preoperatorie vengono affrontate tutte le questioni riguardanti l’intervento dedicando il tempo necessario a realizzare quella complicità e quella collaborazione fra paziente e chirurgo necessaria per ottenere un risultato di piena soddisfazione. Si devono eseguire degli esami del sangue, delle urine, un ECG ed una radiografia del torace in vista dell’anestesia; è consigliato di eseguire una visita dal proprio ginecologo o una mammografia per sincerarsi delle condizioni cliniche del seno.
Viene eseguita una vista da parte dell’anestesista che farà le raccomandazioni circa il digiuno preoperatorio ed eventuali altre preparazioni.
E’ consigliata un’accurata depilazione il giorno prima dell’intervento per questioni di igiene e sterilità del campo operatorio.
IL GIORNO DELL’ OPERAZIONE
E’ consigliabile recarsi in Clinica con indumenti comodi e soprattutto indossare una camicia o una maglia aperte sul davanti in modo da non avere difficoltà a vestirsi alla dimissione.
Non truccarsi e soprattutto non avere smalto sulle unghie (impedirebbe il corretto funzionamento dell’apparecchio che misura la quantità di ossigeno nel sangue). Non portare oggetti metallici in dosso quando si va in sala operatoria.
Dopo l’intervento la paziente sarà medicata con una fasciatura sul seno ed avrà dei drenaggi per allontanare le piccole quantità di sangue che dovessero reccogliersi nella zona operata. Alla paziente verrà applicata una speciale medicazione refrigerante e verranno somministrati un antibiotico e degli antidolorifici per via endovenosa.
IL GIORNO DOPO L’INTERVENTO
La mattina successiva all’operazione viene rinnovata la medicazione, nella maggior parte dei casi vengono rimossi i drenaggi e la paziente indossa un reggiseno modellante che dovrà mantenere giorno e notte per la prima settimana. La paziente viene dimessa dalla Clinica e resterà a riposo a casa evitando ogni sforzo con le braccia ed assumendo la terapia antibiotica ed antidolorifica prescritta. Sono consigliate brevi passeggiate anche all’interno dell’abitazione.
ATTIVITA’ NEL PERIODO POST OPERATORIO
Dopo 3 o 4 giorni vi sarà una visita di controllo in cui si valuterà l’evoluzione della convalescenza e la cicatrizzazione delle ferite. Dopo una settimana si iniziano a rimuovere i punti di sutura si completa la rimozione dei punti in genere entro i 12 giorni dopo l’intervento. Dopo la paziente potrà fare la doccia e riprender gradatamente le sue normali attività. A dieci giorni dall’operazione potrà riprendere a guidare l’automobile. Entro un mese si ha normalmente un completo recupero con la possibilità di riprendere anche le attività sportive impegnative.
ALLA FINE DELLA CONVALESCENZA
Dopo un mese la ripresa delle attività è completa, a volte occorre ancora qualche tempo per poter dormire a pancia in giù ma per il resto non vi sono limitazioni tranne per quanto riguarda l’ esposizione diretta della cicatrici al sole o ai raggi UVA che potrà avvenire non prima di tre mesi dopo l’operazione.

Il concetto che sta alla base della mastoplastica additiva è quello di dare forma e volume ad un seno che è sempre stato piccolo o che si è svuotato a seguito di allattamento o a dimagrimento.
Un seno piccolo o svuotato, non ptosico (cadente), è il seno ideale per una mastoplastica additiva.

INTERVENTO
L’intervento viene eseguito in anestesia generale e le vie attraverso le quali si possono posizionare le protesi sono sostanzialmente tre:
- incisione al solco sottomammario
- incisione attorno all’areola
- incisione al cavo ascellare.
Il taglio al solco sotto al seno dà un’ottima possibilità di preparazione della tasca dentro alla quale viene posizionata la protesi, è ideale per interventi molto rapidi e per l’inserimento di protesi molto grandi; ha il difetto che lascia una cicatrice, per quanto piccola e poco visibile che non si vede se la donna è in piedi ma può essere visibile da sdraiata.
L’incisione attorno al capezzolo lascia una cicatrice pressoché invisibile perché è situata nel punto in cui la pelle del seno diventa scura per formare l’areola; non consente di introdurre protesi molto grandi perché la lunghezza del taglio è condizionata dalle dimensioni dell’areola ma, soprattutto obbliga ad attraversare la ghiandola lasciando delle cicatrici nella ghiandola che qualche volta possono risultare dannose (per esempio per un eventuale allattamento).
Il taglio nel cavo ascellare consente innanzitutto di non avere alcun tipo di cicatrice sul seno (la cicatrice dell’ascella nella maggior parte dei casi diventa praticamente invisibile);

permette l’introduzione della maggior parte delle protesi (rotonde o anatomiche), l’intervento viene completato da una parte in endoscopia che consente un perfetto controllo della tasca che ospiterà la protesi, la ghiandola mammaria non viene minimamente intaccata e le sue funzioni ed il suo trofismo si mantengono intatti.
Esiste anche un’accesso attraverso l’ombelico che però è praticabile solo utilizzando protesi riempite di soluzione fisiologica che tuttavia si adoperano rarissimamente il Italia.
POSIZIONE DELLE PROTESI
Le protesi mammarie possono essere posizionate immediatamente sotto alla ghiandola oppure sotto al muscolo grande pettorale.
A prima vista si direbbe che la posizione corretta è sotto alla ghiandola: è quella che vogliamo aumentare di volume, è quindi giusto posizionare il più superficialmente possibile la protesi per un risultato più naturale.
Questo è vero solo in parte, perché se la donna è magra ed il suo tessuto sottocutaneo è sottile con un seno piccolo la protesi sottoghiandolare rischierebbe di diventare un po’ troppo evidente, a maggior ragione se si adoperano le protesi in gel altamente coesivo. Per cui solo in soggetti con un seno abbastanza largo o comunque con un discreto spessore di tessuto sottocutaneo è indicato l’inserimento delle protesi al di sotto della ghiandola, si deve inoltre trattare di protei di dimensioni contenute perché sennò peserebbero troppo sulla pelle tirandola verso il basso.
Negli altri casi la posizione migliore è quella sotto al muscolo grande pettorale in uno spazio che esiste allo stato virtuale fra il piccolo pettorale ed i grande pettorale. In questo spazio si possono inserire protesi anche di dimensioni importanti che saranno meno evidenti attraverso la pelle che daranno quindi un risultato più naturale nelle donne magre e con seno piccolo, inoltre sarà il muscolo a sostenere in buona parte il peso delle protesi non rendendo obbligatorio l’uso abituale del reggiseno.

PROTESI
Ormai disponiamo di una grandissima varietà di forme di protesi che si possono comunque ricondurre sostanzialmente a due linee: quelle rotonde e quelle a goccia o anatomiche. Per ognuno di questi tipi esistono numerose varianti che riguardano la proiezione, il diametro della base e la consistenza del gel.
Esiste sicuramente la protesi adatta ad ottenere il risultato che ogni paziente desidera, si tratta solo di avere un approfondito colloquio preoperatorio col chirurgo in modo da scegliere la soluzione più adatta per ciascun caso.

PREPARAZIONE PREOPERATORIA
Durante la visite preoparatorie vengono affrontati tutte le questioni riguardanti l’intervento dedicando il tempo necessario a realizzare quella complicità e quella collaborazione fra paziente e chirurgo necessaria per ottenere un risultato di piena soddisfazione.
Si devono eseguire degli esami del sangue, delle urine, un elettrocardiogramma (ECG) ed una radiografia del torace in vista dell’anestesia; è consigliato eseguire una visita dal proprio ginecologo o una mammografia per sincerarsi delle condizioni cliniche del seno.
Viene eseguita una vista da parte dell’anestesista che farà le raccomandazioni circa il digiuno preoperatorio ed eventuali altre preparazioni. E’ consigliata un’accurata depilazione il giorno prima dell’intervento, in particolare se è prevista l’incisione ascellare.
IL GIORNO DELL’OPERAZIONE
E’ consigliabile recarsi in Clinica con indumenti comodi e soprattutto indossare una camicia o una maglia aperte sul davanti in modo da non avere difficoltà a vestirsi alla dimissione.
Non truccarsi e soprattutto non avere smalto sulle unghie (impedirebbe il corretto funzionamento dell’apparecchio che misura la quantità di ossigeno nel sangue). Non portare oggetti metallici indosso quando si va in sala operatoria.
Dopo l’intervento la paziente sarà medicata con una fasciatura sul seno ed avrà dei drenaggi per allontanare le piccole quantità di sangue che dovessero raccogliersi attorno alla protesi (soprattutto allo scopo di ridurre la probabilità di formazione di una capsula che potrebbe indurire il seno nei mesi successivi).
Alla paziente verrà applicata una speciale medicazione refrigerante e verranno somministrati un antibiotico e degli antidolorifici per via endovenosa.
IL GIORNO DOPO L’INTERVENTO
La mattina successiva all’operazione viene rinnovata la medicazione, nella maggior parte dei casi vengono rimossi i drenaggi e la paziente indossa un reggiseno modellante che dovrà mantenere giorno e notte per la prima settimana. La paziente viene dimessa dalla Clinica e resterà a riposo a casa evitando ogni sforzo con le braccia ed assumendo la terapia antibiotica ed antidolorifica prescritta. Sono consigliate brevi passeggiate anche all’interno dell’abitazione.
ATTIVITA’ NEL PERIODO POST OPERATORIO
Dopo 3 o 4 giorni vi sarà una visita di controllo ib cui si valuterà l’evoluzione della convalescenza e la cicatrizzazione delle ferite. Dopo una settimana si rimuovono i punti di sutura. Dato la paziente potrà fare la doccia e riprender gradatamente le sue normali attività. A dieci giorni dall’operazione potrà riprendere a guidare l’automobile. Entro un mese si ha normalmente un completo recupero con la possibilità di riprendere anche le attività sportive impegnative.
ALLA FINE DELLA CONVALESCENZA
Dopo un mese la ripresa delle attività è completa, a volte occorre ancora qualche tempo per poter dormire a pancia in giù ma per il resto non vi sono limitazioni compresa la possibilità di esposizione al sole o ai raggi UVA che potrà avvenire anche dopo venti giorni per le pazienti operate attraverso la via ascellare perché non presentano cicatrici sul seno, per le altre vie di accesso è preferibile attendere tre mesi prima dell’esposizione al sole senza vestiti.
In capo ad un breve periodo le pazienti sentiranno come completamente “loro” il nuovo seno e si abitueranno alle nuove dimensioni al punto da stentare a riconoscersi nelle fotografie preoperatorie.

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I fili sihouette rappresentano una innovazione assoluta nel campo dei soft-lifting del terzo medio e del terzo inferiore del volto nonché del lifting del collo. Si tratta di un tipo di filo totalmente diverso dalle cosiddette “barbed suture” che basano il loro ancoraggio su delle specie di uncini ricavati dalla superficie dei fili e che, proprio per questa ragione, non sono in grado di dare una trazione importante e soprattutto duratura.
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L’intervento avviene in genere in anestesia locale ed ha tempi di convalescenza brevissimi, non lascia cicatrici sul volto. E’ una tecnica particolarmente consigliabile per quelle persone che non desiderano sottoporsi ad un lifting completo ma vogliono ottenere un viso più disteso e giovanile oppure per quelle persone per le quali un lifting sarebbe eccessivo rispetto ai segni che si desidera correggere.
Nel campo della Chirurgia Estetica dove spesso le novità sono più di facciata che sostanziali, questi fili Silhouette lift rappresentano invece una reale innovazione ed anche una possibilità alternativa al lifting molto vantaggiosa economicamente. Il dott. Fabrizio Malan è il primo in Piemonte ad utilizzare questa tecnica innovativa ed ha già trattato una decina di pazienti con ottimi risultati.


Una bella definizione della Chirurgia Plastica Estetica dice che la sua funzione è quella di dare alle persone l’aspetto corrispondente all’immagine che esse hanno di sè.
Molto spesso la forma e le dimensioni del naso compromettono in modo importante il rapporto con la propria immagine.
Quando si trova che il proprio naso non è adeguato alla propria immagine, alla propria faccia, allora c’è l’indicazione per un intervento di rinoplastica.
Il naso sta proprio al centro del volto e, se troppo ingombrante, ne altera gli equilibri e spesso compromette la sicurezza in se stessi e condiziona i rapporti con gli altri.

Non raramente ci si trova trattare esiti di rinoplastiche eseguite anche molti anni prima che non hanno dato i risultati attesi: si tratta di interventi difficili da affrontare con molta prudenza, ma di grande soddisfazione.
Preparazione preoperatoria
Durante la visita preoparatoria sono affrontate tutte le questioni riguardanti l’intervento dedicando il tempo necessario a realizzare quella complicità e quella collaborazione fra paziente e chirurgo necessaria per ottenere un risultato di piena soddisfazione.
E’ possibile con i moderni programmi di morphing computerizzato fare delle simulazioni per vedere quali risultati sia possibile ottenere ed anche verificare se il proprio “naso ideale” risulti in armonia col resto del volto.
Si devono eseguire degli esami del sangue, delle urine, un elettrocardiogramma (ECG) ed una radiografia del torace in vista dell’anestesia; è utile in caso di non perfetta respirazione eseguire una radiografia delle fosse nasali per verificare l’eventuale necessità di un intervento funzionale.
Viene eseguita una vista da parte dell’anestesista che farà le raccomandazioni circa il digiuno preoperatorio ed eventuali altre preparazioni.
Il giorno dell’operazione
E’ consigliabile recarsi in Clinica con indumenti comodi e soprattutto indossare una camicia o una maglia aperte sul davanti in modo da non avere difficoltà a vestirsi alla dimissione (una maglia col collo stretto creerebbe delle difficoltà quando deve passare sul naso).
Non truccarsi e soprattutto non avere smalto sulle unghie (impedirebbe il corretto funzionamento dell’apparecchio che misura la quantità di ossigeno nel sangue). Non portare oggetti metallici indosso quando si va in sala operatoria.
Dopo l’intervento vi saranno due tamponi morbidi nelle narici per favorire la corretta adesione della mucosa alle strutture del naso che verranno mantenuti per tre o quattro giorni, dei cerotti ed una placca di gesso e metallo oppure termoformata per mantenere le ossa e tutta la struttura nasale in buona posizione che verrà rimossa dopo sette-otto giorni.
Verrà applicata una medicazione refrigerante per ridurre la formazione di ematomi e verranno somministrati un antibiotico e degli antidolorifici per via endovenosa.

L’intervento
L’intervento viene eseguito in anestesia generale oppure in anestesia locale con sedazione e viene condotto interamente attraverso le narici senza cioè che vi sia nessun segno sulla pelle; anche quando si riduce considerevolmente il volume del naso, non occorre eliminare della pelle perché nel giro di pochi giorni si ritira senza dare problemi.
Si agisce sulla struttura ossea e cartilaginea del naso modellandone dall’interno la forma in modo da renderlo gradevole di aspetto e proporzionato al volto. Se necessario per migliorare la respirazione si agisce anche sul setto o sui turbinati che sono delle piccole ossa che fanno vorticare l’aria all’interno del naso.
Le correzioni che si possono apportare al naso sono molteplici e la forma finale non è affatto standardizzata ma si può e si deve adattare alle proporzioni del volto. Quindi la correzione della gobbetta non deve necessariamente dare un naso all’insù, come stringere la punta non significa farla aguzza ma piuttosto sottile ed in linea col dorso del naso.
Alla fine dell’operazione si posizionano nelle narici due piccoli tamponi che vengono rimossi dopo pochissimi giorni. Sulla piramide nasale si applica una piccola stecca gessata e metallica per mantenere le ossa in buona posizione che viene abitualmente rimossa dopo sette-otto giorni. Da quel momento, se non ci sono lividi, non vi sono più segni visibili dell’intervento.

Il giorno dopo l’intervento
La mattina successiva all’operazione il paziente viene dimesso mantenedo in sede i tamponi e la placca posizionati alla fine dell’intervento.

Attività nel periodo post operatorio
Dopo 4 o 5 giorni vi sarà una visita di controllo in cui verranno rimossi tamponi. Dopo una settimana il gran giorno: si rimuove la placca dal dorso del naso e i pazienti possono vedersi allo specchio col loro nuovo naso. Ci potranno essere ancora degli ematomi in via di riassorbimento, il naso sarà ancora poco sensibile ed un po’ duro ma il risultato, almeno nelle grandi linee sarà già apprezzabile.
Entro un mese la forma del naso è al 90% del risultato definitivo.

Al termine della convalescenza
Dopo un mese la ripresa delle attività è completa e non vi sono limitazioni neppure per le attività sportive o per l’esposizione al sole o ai raggi UVA.
In capo ad un breve periodo i pazienti sentiranno come completamente “loro” il nuovo naso e non proveranno disagio quando qualcuno li fisserà nel centro del volto.




